Fresella Gourmet

IDENTITA’: orgoglio, appartenenza …valori o scelte?

 

Un nuovo blog, più accentuatamente identitario, sarà tra noi. (in forme diverse lo sono tutti) E’ un’occasione d’oro per rinvigorire l’idealità meridionalista ma per la quale non occorre molto. Basterebbero quattro  paroloni ben piazzate e la cosa e fatta!

scorcio prospettico della 2^ soluzione e definitiva della stazione su antica stampaMa, è sopraggiunto, come un lampo, il ricordo da cosa cominciai per ritrovarmi poi, nella volontà di fare qualcosa per il mio territorio, per la mia città.

Mi successe di leggere una lunghissima elencazione di “primati” e mi resi subito conto di cosa poteva nascondersi dietro. Una lunga sfilza di cose mai narrate.

Quella delle opere realizzate e diventate “primati” nel Regno delle Due Sicilie, oggi, assume tutt’altro valore.  Pur rimanendo alta la qualità simbolica e storica, ebbene, questa indietreggia solo davanti alla domanda:

cosa me ne faccio dei primati se oggi non intervengo per realizzarne altri ? “

La differenza sta che, oggi,  non siamo più fermi a guardarceli e immaginarci ritorsioni, lotte fantasiose, risposte ai media, dai nostri blog, contro chiunque continua a deriderci e offenderci o, altro d’eroico.

Oggi, ci siamo dentro con i piedi, le mani e la testa; oggi siamo nell’azione concreta, nell’ operosità dell’ esercizio politico.

varco originario dell’antico cancello per l’accesso dei viaggiatori della 3^ classe

Sopra, tuttavia,  in alto della lista di quei primati, c’era e c’è ancora l’insuperabile e indistruttibile data, del 3 ottobre del 1839, giorno dell’inaugurazione della Prima Stazione Ferroviaria in “Italia”. Potrei dire anche d’Europa ma taccio per non disquisire oltre.

Vorrei fare come quel giorno che mi rese orgoglioso d’essere napoletano.

Vorrei ancora ricordare e raccontare identitariamente, dell’evento.

Potrei  dire della sua storia ma direi cose risapute. Vorrei, invece, dire ma solo per svagare, che la stazione, viene ancora ricordata dalla gente del posto. La“Bayard” così venne chiamata per l’ingegnere francese, Armando Bayard de la Vingtrie che aveva, già nel 1836 presentato il progetto a Ferdinando II, ma  è stroppiata con una pronunzia che storce le labbra come il risucchio di una lavabo, ingoia tutto il nome e poi, lo sputa in un indefinito “Bakerr”, ebbene l’amano ancora.

la parete che chiude l’antico varco lat. con cancello per la 3^ classe

Il titolare del bar di fronte, il gestore di un garage della strada, il giornalaio et cetera ne parlano con orgoglio e amarezza.

Potrei ancora dire ch’era stato rifatto, in tempo, il manto stradale della Via dei Fossi, gli attuali Cesare Rosarol e Corso Garibaldi la via d’un tempo che ora si divaricano. Erano fuori le mura e, dunque, per questo sforacchiate da infiniti e lunghi fossati di metodo per le mura di cinta. Su quell’asse scelsero proprio quel punto della strada perché vicinissima al più grosso polo commerciale della città, il borgo del Carmine dove già giungevano diligenze da tutto il Sud. S’acquistava merce per i paesi di tutto il regno ed oltre. Luigi Giura e Federico Bausan furono incaricati d’acconciar la via per pianeggiarla e sanarla dagli acquitrini. S’iniziò il 3 febbraio del 1838 e  solo dopo venti mesi, s’inaugurò il primo tratto ferroviario con una sola fila di binari.

Ma a  raccontarla tutta quella storia, riscriverla, oggi mi parrebbe anche inutile ma d’essa, tuttavia, voglio dirvi d’urlare!

il varco ad arco laterale a dx accesso alla 2^ classe

Voglio dirvi di denunciare lo sdegno e il dolore per l’immobilità di tutti. Denunciare l’indifferenza di politici locali e nazionali del non lontano passato, amministratori della cosa pubblica, professionisti ed esperti di questa terra e di altre che questa città ha dovuto conoscere. Scelsero e ancora scelgono, omisero e ancora s’omette ma tacendo sull’insopportabile abuso edilizio all’incontrario!

Non posso neppure colpire (si fa per dire) il nuovo sindaco Luigi de Magistris, appena giunto, ma a Lui e a tutti noi, identitariamente voglio rivolgermi.

Stando sui luoghi, ho avvertito l’amaro che mi tagliava orizzontale la gola come tanti colpiti improvvisamente dallo sgomento che stringe la trachea. Sono stato sgozzato da una massa informe di macerie da cui, a fatica, si riconosceva la lontana stazione coinvolta da un equilibrio instabile sfidando anche i soliti docili venti della zona. Stanno crollando le ultime pietre.

La Bayard, la trave di colegamento in c.a. in lontananza venne realizzata per accorpare i due corpi la stazione e il teatro

Vedere ciò che ho visto e parlare d’identità e appartenenza ma rimanere immobili davanti alla propria storia  e non riconoscerla come “figliol prodigo”; non accoglierla, non sanare le sue ferite ai piedi per il lungo viaggio, non pulirla delle superfetazioni degli abiti sporchi d’oggi, non agire per ridare vigore al suo corpo, non alimentarla, ridarle l’aspetto d’un tempo, ciò che gli spetta; l’attenzione, la considerazione, la nobiltà e l’integrità del suo essere, offrirgli casa, ricovero e l’amore di chi l’ha amata, ebbene non è identitarismo, non è appartenere a nessuno e a niente!

Spero che il rilievo fotografico di quel dì che volli fare, possa essere più eloquente di quanto riesca a dire qui, sullo stato attuale dei luoghi, il degrado e l’incuria delle autorità (i cittadini non c’entrano nulla, vi prego teneteli fuori) lasciatteria della coscienza sociale della politica nazionale e locale che non ha saputo afferrarne il grande valore storico. ( anche quello lontano dall’idealità meridionalista)

Interrogai i commercianti sulla parete frontale al rudere. Mi dissero che certo non ero il primo a presentarsi lì per chiedere, sapere.

l’ala ad L delle sale oggi AsiÌ€a e circoscrizione municipale

Nel 2006 c’era stato anche un convegno sul risanamento. Nel 2007 furono stanziati, ma fu solo uno sporco giochetto,  anche 700mila euro strappati alla Finanziaria dell’epoca, ma nulla! Scomparvero dal capitolo di spesa. Pare giungono turisti che ripartono increduli.

L’espressione dei volti si arriccia sotto al naso dichiarando lo schifo.

profilo del primo piano della stazione

Ma “voi ci pensate?!!”, mi disse il negoziante d’abbigliamento proprio di fronte e il giornalaio che attualmente occupa l’unico piccolo locale basso laterale appartenente all’antica fabbrica, “ve lo immaginate questa storia a cielo aperto? Ve lo immaginate il ritorno economico che ne avremmo?”


La Bayard. l’accesso è inaccessibile

Se dei semplici cittadini lo hanno capito, Sindaco, Lei di certo se lo immagina!

Per scrivere d’appartenenza bisogna fare e sarà la nostra prossima mossa.

Ricompatteremo i nostri uomini, i nostri tecnici, i nostri intellettuali, le nostre risorse umane per rinvigorire   le nostre radici e il restauro della nostra dignità. Questo treno è già partito ma avrà bisogno di una stazione! Giungerà proprio alla“Bayard”, chiaro affrancamento dall’inedia e dall’afflizione di una ipoteca mai contratta.  Da ciò il riscatto!

La fitte erbaccia, la gramigna infierente, pare voglia nascondere o dare un’altro aspetto a quella verità. Sarà sconfitta!, Infliggeremo ad essa, simbolo del broglio di prosseneti, la disperazione della fuga.

La memoria, credono, non porta voti?  Non è dunque una scelta! Sciocchi è l’esatto contrario.

A Salvatore Argenio Stilista Identitario www.salvatoreargenio.com

di  Bruno Pappalardo, SUDVOX,  Partito del Sud.

l'unico locale rimasto integro e occupato da una rivendita di giornali. lateralmente esiteva il cancello che dava accesso alle sale d'attesa, una lunga ala oggi occupata dalla circoscrizione municipale

l’unico locale rimasto integro e occupato da una rivendita di giornali. lateralmente esiteva il cancello che dava accesso alle sale d’attesa, una lunga ala oggi occupata dalla circoscrizione municipale

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 15, 2012 alle 5:56 am. È archiviata in Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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