Fresella Gourmet

Una domenica in allegria “Benvenuti in casa Esposito” a Villa Domi il 29 Aprile

Non è facile affrontare un tema come quello della camorra in una giornata di fine Aprile, sotto il sole cocente partenopeo, coccolati dai profumi del golfo. Pino Imperatore ci è riuscito: insieme al gruppo delle Cuoche a Domicilio, nella magnifica location che è Villa Domi, ai Colli Aminei, ha ricreato un ospitale clima di serenità in cui discutere , degustando i sapori tipici locali, del nuovo libro “Benvenuti in casa Esposito” dove, con la tipica comicità di Imperatore , si entra nei panni  di Tonino Esposito, l’orfano di un boss di camorra che cerca di emulare le gesta del padre alla ricerca della classica gloria del “camorrista”, uno dei falsi miti della società attuale.

In una giornata che ha il sapore di mare, l’ospitalità della padrona di casa Maria Rossi, proprietaria di Villa Domi, prestigiosa location per cerimonie e meeting, riesce a rimpiazzare la voglia di tuffarsi nella tavola azzurra delle nostre acque con la serenità di una giornata in compagnia. Fresella Gourmet non poteva assolutamente mancare all’evento! Bastano due passi nei fantastici giardini che affacciano direttamente su quel patrimonio mondiale che è l’estasi tra Vesuvio e golfo, per arrivare finalmente al cortile già addobbato a festa.

Il tempo vola, poche chiacchiere e siamo lì per gustare , pronti in tavola , i piatti che hanno fatto di Napoli e del Sud , la capitale mondiale del gusto. Sotto l’attenta guida di Maria Elena Curzio, presidentessa dell’Associazione Nazionale Cuoche a Domicilio, sono messe in tavola le leccornie delle Cuoche che non hanno niente da invidiare ai grandi chef del “Gambero Rosso”.

Dalla classica frittata di maccheroni al sartù di riso con melenzane e mozzarella, per arrivare poi all’infallibile pasta mista con patate e provola affumicata, il primo piatto più gradito agli ospiti, che si perdono nel colore paglierino del Greco di Tufo avellinese. Si passa ai secondi e la trippa in salsa di pomodoro, accompagnata dai crostini di pane, o’pere e o musso la fanno da padrone. Altra delizia offerta dall’allegria delle cuoche è il famoso ormai “puparuolo mbuttunato” , dal sapore piccante, ma delicato. Non potevano mancare le freselle al pomodoro e la pizza “a’ oggi a otto” , fritta e ripiena di ricotta , salame , cicoli e mozzarella, il cosiddetto oro di napoli che miliardi di turisti vengono a gustare nella nostra metropoli millenaria. Importante è anche la zona dedicata alla produzione senza glutine, allo stesso modo gustosa ed intrigante, anche gli sfortunati intolleranti al glutine possono adesso gustare prodotti come il casatiello napoletano. Al convivio allegro degli ospiti , che sono stati viziati a dovere dal sapore delle pietanze, segue poi la presentazione del romanzo di Pino Imperatore , uno dei pochi uomini che è riuscito a legare città apparentemente così diverse come Napoli e Milano, essendo nato nel capoluogo lombardo da genitori partenopei. L’invito di Pino, con la presentazione del suo romanzo, è quello alla riflessione.

“Quando non si sentono più morti e feriti, spari e notizie di cronaca significa che si è creato un equilibrio, ed è in questo momento che si muovono gli ingranaggi della camorra, in questo momento siamo chiamati noi persone comuni a reagire, a far sentire la nostra voce”. Parole crude come queste sono accompagnate allora con la dolcezza della pastiera, della torta ricotta e pera, del migliaccio, della caprese, i colossi della pasticceria meridionale che hanno scritto pagine e pagine della nostra storia culinaria. La giornata scorre serena con gli aneddoti e i racconti dei commensali, in un’atmosfera che solo popoli come quelli meridionali sanno ricreare.

“Un pranzo per presentare un libro: è questo che mi ha stupito”, è il commento di uno degli ospiti che riesce perfettamente a sintetizzare la giornata. Ma non basta riconoscere e far riconoscere la nostra importanza sulla tavola, attraverso il palato: il napoletano,il meridionale deve imporsi, deve tornare a celebrare la propria città, deve cancellare l’immagine di quella “carta sporca” che Pino Daniele cantò nella sua “Napule è”, dobbiamo riprendere in mano la nostra dignità calpestata dalla prepotenza piemontese 150 anni fa, come nel novecento dall’imponente americanismo, sulla tavola come nella società.

Con questa breve riflessione lasciamo a voi i commenti, nella speranza di essere riusciti a farvi rivivere uno spezzone della giornata serena che ci hanno regalato quest’oggi a Villa Domi, e sperando ugualmente di non avervi annoiato.

Un ringraziamento particolare va a Pino Imperatore , alla nostra cara amica Elena Curzio e all’ospitalità dello staff di Villa Domi.

Alessandro Cascino

Emanuele Amarone.

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 30, 2012 alle 12:18 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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