Fresella Gourmet

Ready made…‘e fasule a uocchietielle

Il più complesso, inconciliabile, contraddittorio e trasgressivo artista del Novecento, naturalmente per  lo scrivente, è stato Marcel Dushamp.

ruota di bicicletta

Dilungarmi in tutta le sue insuperabili performance e creatore o sostenitore di movimenti come il fauvismo,il cubismo, il dadaismoo ilsurrealismo,  dando poi vita  all’arte concettuale, concependo anche  il ready-made e l’assemblaggio. Beh, in quest’uomo non vi fu mai traccia di raziocinio o giudizio o coerenza o concretizzazione, escogitizzazione  ma spessissimo,  invece, discordimento , dissonanza  con le precedenti concettualizzazioni  e,  senza alcuna paura per le  critiche,  con quelle successive. Parlarne, dunque, è ardito compito ma dir qualcosa su il Dushamp dadaista in maniera sintetica posso provarci.

Perché farlo? Perché penso solo di farlo!

Perché talvolta la mente sbarella, inciampa in certi tranelli paranoici o bizzarri ma che, tuttavia,  aprono dei forellini sul muro o su di una tavola che impedisce la vista dell’oltre. Ti avvicini, chiudi un occhio e lo vedi! …Immenso e assordante quanto  luminescente e silenzioso orizzonte . Campo così, cercandolo perché su di esso spesso si ferma qualcosa.   

Beh, la Monna Lisa segnata da Marcell con baffi e mosca sul mento, è icone-cult,  entrata ormai da tempo,     nella storia dell’ arte contemporanea ma soprattutto in una nuova visionarietà, neo-concepizione dell’immagine e della materia ancora viva e vibrante oggi ma lasciamola, non serve allo scopo. Può servire invece un’altra opera perché più penetrativa  nel labirintico mondo di Dushamp; parlo della “ Ruota di bicicletta” del ’51 al MoMa di New York ma  replica dell’originale perso nel 1931.

Pensiamo di prendere una ciotola dalla dispensa. L’oggetto ciotola resta tale se sosta in quella dispensa  o in quell’ambiente  o se perpetua la sua unica funzione di contenitore di liquidi! Se la de-contestualizzata traendola da quella ambiente e da quella esclusiva funzione, essa è solo un oggetto.

Se fossi un artista e scegliessi di prendere quella ciotola dalla propria dispensa e la incollassi al muro di una galleria d’arte, il fruitore, l’osservatore si porrebbe delle domande. La prima, in assoluto, “che ci fa qui una ciotola? Ma la seconda sarebbe,… perché mai l’artista l’ha esposta?  Insomma probabilmente il nostro cervello elaborerebbe una serie di altre concettualizzazioni o valenze completamente avulse dall’originario significato e uso. L’oggetto diventa concetto. Il valore sta nella scelta, ovverosia nel prelievo valutativo dell’artista.  Or dunque, se ho il potere di trasformare un oggetto in concetto, a questo posso, anche casualmente, aggiungerne un altro.

Nell’opera “Ruota di bicicletta” la forcina che sostiene la ruota è ficcata nel sedile di uno sgabello. C’è una relazione tra i due oggetti? Nessuno! C’è chi (critici d’arte) ha voluto vederci una nuova genesi di oggetto che evoca l’aspetto arcaico di un talismano o chi come Maurizio Calvesi, il celare un valore alchemico  che assemblava degli opposti:  Cerchio-movimento/ Sgabello-fissità  (simbologia maschio-femmina) e la forcina capovolta e i pioli dello sgabello, un’aspirazione verso l’alto.

Un giorno che una sua opera venne danneggiata dall’ autista che la trasportava, ebbene, volle che fosse esposta così come il “CASO” aveva voluto si ri-conformasse.

Questa cosa, spero, non susciti meraviglia o ilarità.

Successe anche quando la pasta, quella di grano duro, presente sul suolo italico già nel I sec. a.C. nel Meridione, (esistono atti del 1244 e 1279, … Marco Polo tornò dalla Cina solo nel 1292)dovette attendere e  incontrare, certamente per caso, il fagiolo per un appuntamento fissato perché destinato, forse dal caso, dal destino o da un disegno divino dopo circa 1530 anni

Il fagiolo,il suo baccello, giungeva in Europa immediatamente dopo la scoperta delle americhe.  Gli spagnoli la portarono nel proprio paese e nei luoghi dove governavano. Anche a Napoli, dunque, nel giro di pochi mesi la pianta fiorì negli orti dei conventi e immediatamente dopo in quelli privati, poi in  vallate e colline.

Dovrei narrarvi di Carlo V ma anche di Caterina dei Medici che li portò in dono, in un sacchetto,  come parte dei gioielli perché promessa in sposa al Delfino francese, Enrico II di Francia e di tanto altro ma mi basta Umberto Eco che in un suo famoso articolo sul New York Times “Questo nostro mondo salvato dai fagioli” disse:  “E’l’invenzione chiave del millennio. Se noi Europei figli di quei nostri antenati ma anche quegli americani, figli dei Padri pellegrini o dei conquistadores spagnoli, siamo ancora qui, questo è dovuto ai fagioli…senza i fagioli la popolazione europea non sarebbe raddoppiata in pochi secoli…”   

(Tratto da : PASTA E fagioli: dalla buona Terra alla buona tavola il piatto più nazionale d’Italia ED. OLTRE EBOLI di Terenzio Bov

Ora senza indugiare molto sulla cosa, non è questione di alimenti che salvano il mondo ma di arte!

E’ certo che il fagiolo può essere cucinato con diverse paste (poche) ma la morte sua è ‘o tubbettiello” meglio detti tubetto o 1/2 occhi di lupoo canneroni.

Pasta e fagioli a Uocchietiello

Credo proprio in quest’ultimo, che d’improvviso ci accorgiamo che un fagiolo, penetrando lo stretto suo diametro e creando per “CASO” un’irragionevole accostamento di contrasto (sia pel grano duro col legume, che per il contenuto dei nutrienti contenuti e perfino per forma e colore) ebbene, si sporga come un occhietto che ci guarda, quasi con un fare da megalomane ma fiero per essere riuscito a sboccarne appena. E’ il ready-made di Dushamp che significa letteralmente “cosa già fatta e accaduta, cosa che è” che non abbiamom veramente voluto  ma che inesorabilmente crea. Crea nell’assaggio, un inesorabile abbattimento del commensale per il piccolo succulento boccone che  annienta, per il concetto dell’ “Imprevedibile”  che abita qui da noi al Sud;

L’ irripetibile atto di un momento sconvolgentemente “strabocchevole”

di Bruno Pappalardo

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 31, 2012 alle 10:24 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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