Fresella Gourmet

Polpette rosse alla CAVANI

ANSA: nota-h. 16,27, intossicazioni da polpette, quelle rosse, sono infette, “… stateve attiente)

di Bruno Pappalardo, 30.09.2012, Sampdoria-Napoli 67°min.

Arrivano le prime piogge, le farfalle non sono più quelle,… si tingono di foglie rubinie. Il sole parcheggiato sul tuo cranio, incomincia a muoversi per incamminarsi veloce, l’aria è azzeccosa e forata da mosche più azzeccose e per un giorno; è la terra che rilascia il vino e proscioglie il contadino dalla secchezza della terra che, adesso, è bruna.

Tutto sembra ricominciare; le scuole riaprono con il preciso progetto di sospendere le città e il vigore delle giornate, il cinema abbandona “ i dieci comandamenti” o “maciste contro Ursus” e propone i nuovi Oscar; riaffiorano come “accuppatura”, maglie intime di misto cotone nei cassetti di casa; ricomincia anche il campionato di calcio,…

E così te ne vai tu pure, estate.

Di giorno in giorno più breve è la luce,

più basso il cielo.

Un’ala lunga di vento

si stende liscia su la faccia del mondo.

E’ il vento umido, molle, delle sere precoci.

……………………………………………………………..

(Diego Valeri, Poesie, Ed. Mondadori)

Tutto è accompagnato dalla risolutezza della Terra.  Già, neppure ce ne accorgiamo eppure è ancora Lei (essa) che comanda la quadriglia e crediamo, invece, siano altre le dinamiche.

Il cibo, ad esempio, regala pietanze per i nuovo ciclo dei corpi che devono riaffrontare l’inverno. Esso è connesso  agli eventi degli uomini e di un geniale quotidiano.

Beh, … si rientra in casa, la sera e si ritrovano i colori di  ieri,… ma non era ieri, è stato sempre domani.

Nessuno dei colori predomina sull’altro! Il giallo chiaro o intenso  pare dovunque! Nelle cucurbitacee, nel  PANE o nei campi di friarielli, moquette indocile e irsuta spuntata sorprendentemente da un’ autostrade durante la corse della tua auto. Il viola stende il sua lamiera laccata sotto le nuvole e nelle ombre dei cortili e sotto le tavole delle osterie si mostra come un abito di Valentino.

Ma il rosso dei pomodori predomina!  Lasagne, ragù, caponate, peperoni e il pepe rosso piccante o  disumani soffritti et cetera.

Sono infiniti come il sangue degli studenti o operai che s’avviano, proprio negli ”autunni caldi” per la salvazione della propria misera esistenza alla ricerca di un futuro ormai distrutto in frammneti.

Ma noi abbiamo i colanti per tutto. NUJE TENIMME ‘E PURPETTE!

Spiace passare dal sacro al profano ma queste, a Napoli, sono elementi d’eziologia della nostra vita!

La polpetta è solitamente  rossa;… già ma può essere fritta come porta-pillole in legno insertato o con le melenzane dai filamenti violacei o con tanti altri ingredienti. Ma ‘a ROSSA è terribile quanto insuperabile.  Queste fiammata di indicibile sapore è il colore della tradizione mistica, della trasformazione e dei segreti    della fascinazione erotica. Si scorge nella “… tiana di pummrola pappiata” il pezzo sferico di carne, color rovere. Annegata in quel sugo è divino il pizzico di pane.

Ma che nasconde in quel fondo? Tanta gioia ma nell’equilibrio cosmico, a cui credo, anche un enorme dolore.

Proprio dal divino, infatti,  può originarsi in una saetta lanciata dall’Olimpo alla dolce Era o agli uomini o al nostro eroe, divinità traslata del Cristo, Prometeo. Insomma il BENE giunge sempre col MALE e molte volte tramite il ROSSO. Cristo, sul Golgota, portò l’amore agli uomini  attraverso la sanguinosa morte Sua.

Ma che potrebbe fare di male la una stupida “PURPETTA”?

Bisognerebbe chiederlo al grande Eduardo che nella sua “Non ti pago” ammazza il cane Masaniello dei fratelli, Luigi e Vittorio Frungillo: “ Donna Concè il nostro cane è morto (…)lo abbiamo trovato fuori al terrazzo con una pancia gonfia così, e con la schiuma verde che gli usciva dalla bocca e dal naso(…)Vittorio: No, quella che usciva dal naso era gialla”.  Sostenevano,insomma che Ferdinando Quagliuolo, il personaggio, della commedia, fosse l’assassino. L’aveva fatto, secondo loro, grazie ad polpetta avvelenata.

Era così, ebbene, che  venivano  eliminati senza troppi scrupoli, dunque con l’infida  carne, leccornia  per i due generi di animali,  nell’ impastato  il  celato veleno p’ ‘e zoccole.

Nell’immaginario e  visione fantastica del napoletano, quella è una perfetta sfera, proprio come un pallone di calcio. Il campionato di calcio, ci accompagna durante l’inverno, dove i Napoli, riesce a rifilare palloni a profusione alle sue vittime. Fa tanto male, addolora assai, intossica come una brutta domenica con un brutto ragù, distrugge l’animo dei credenti in altre squadre, il fisico e la mente degli avversari vanno in rovina per sempre. Vomitano come il cane Masaniello. Vengono colpiti da queste sfere inattese e infette.  Quelle “ purpette”  del nostro migliore cuoco d’ogni tempo, dal nostro strabocchevole cannoniere,  che le rende straordinariamente saporite  quando le presenta a commensali avversari ma letali  per chi li riceve, ebbene,  “ Fa ‘a fine e tutte ‘e zoccole.

C’è nella nostra tradizione culinaria questa straordinaria concatenazione. La dom enica quando gioca il Napoli, io mangio polpette. Talvolta vanno di traverso ma altre, invece, scatto,alzo la forchetta come un    un’antenna collegata col San Paolo e tocco, con lo stacco di un colpo di testa, il cielo azzurro con la punta del naso tinto di rosso.

INGREDIENTI

5 00 g di carne macinata, 700 g. di pomodori pelati

700 g di pomodori pelati
180 g di pane raffermo
1 !/2 uovo
1 spicchio d’aglio
Sugna o olio d’oliva
1 cucchiaio di pinoli
2 cucchiai di parmigiano
4 cross e una discesa di Maggio a destra
Prezzemolo, dribbling, basilico
Sale, pepe

Cavani , reeteeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!

PREPARAZIONE

Preparate le polpette lavorando a lungo con le mani la carne, il pane spugnato nell’acqua e ben strizzato, l’uovo, il parmigiano, i pinoli, il prezzemolo e una corsetta sulle fasce, una ventina di passaggi tra compagni e De Santis, l’aglio tritati, il sale.
Friggetele e mettetele nel tegame dove avrete già preparato una salsa, non troppo ristretta, con olio o sugna, pomodoro, passato, basilico, sale e pepe. Fate insaporire, coperto e a fuoco moderato, per una decina di minuti, fin quando le polpette non avranno assorbito una parte del sugo che, se sufficiente, potrà servire a condire della pasta e per la prossima trasferta

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 30, 2012 alle 8:11 pm ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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